la NORMA ITALIANA UNI 7697
Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie (tratto dal sito infovetro.it)

   La norma fornisce i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in esterni che in interni, in modo che siano assicurati i requisiti necessari per garantire la sicurezza delle persone.

Cos'è il Vetro temperato: Come indicato dalla norma di riferimento UNI EN 12150-1:
(Vetro di silicato-calcico di sicurezza temperato termicamente)
Si tratta di un vetro nel quale è stato indotta una sollecitazione di compressione permanente sulla superficie mediante un processo controllato di riscaldamento (riportandolo a temperatura di 600-650°C) e raffreddamento (in modo repentino) per conferirgli una maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche e termiche.
Il vetro temperato termicamente in caso di rottura si sbriciola in piccoli frammenti inoffensivi così da essere considerato, in talune situazioni, vetro antiferita secondo la norma UNI EN 12600.

Cos'è il Vetro stratificato: Come indicato dalla norma di riferimento UNI EN 12543- 1:
(Vetro stratificato e stratificato di sicurezza di sicurezza)
Il vetro stratificato si può definire come un pannello composto da due o più lastre di vetro unite tra loro su tutta la superficie mediante l’interposizione di materiale plastico, di cui il più diffuso è il polivinilbutirrale detto PVB.

Classificazione:
Antiferita classe 2(B)2 UNI EN 12600 -  Anticaduta nel vuoto 1(B)1 UNI EN 12600
Antieffrazione UNI EN 356 dal 1° livello classe P1 all’8° livello classe P8A.
(Es.: un 4° livello P4A corrisponde ad un 11/12 ovvero 55.4;  un 6° livello P6A corrisponde al un 19/21).
Antiproiettile UNI EN 1063 dalla classe BR1 alla classe BR6 (esempio 39/41R da 51 mm) per finire al BR7.

Nella presente norma sono considerate anche le azioni/sollecitazioni seguenti:
1) Carichi dinamici: da vento, folla, traffico pedonale, onde di pressione e depressione, ecc.
2) Carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari e piscine, ecc.
3) Urti da grandine.
4) Vibrazioni.
5) Torsioni da azionamento di parti apribili.
6) Fatica.
7) Sollecitazioni sismiche: conseguenza di fenomeni tellurici.
8) Urti dovuti all’impatto di una persona (UNI EN 12600).
9) Urti di pietre, colpi di mazza e/o d’ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di effrazione (UNI EN 356).
10) Urti di proiettile (UNI EN 1063).
11) Incendi (UNI EN 357).
12) Esplosioni (UNI EN 13541).

Ai fini della sicurezza, i rischi sono classificati come segue:
1) Danni a persone o cose, quando la rottura del vetro possa causare ferite a persone, animali o danni a cose.
2) Caduta nel vuoto, quando, per rottura del vetro, si possa cadere nel vuoto da un’altezza uguale o maggiore di 1 m.


In definitiva: per la sicurezza dei vetri in edilizia fa testo la norma UNI 7697 , tale norma identifica nelle situazioni di potenziale pericolo quale vetro bisogna usare. 
Nel complesso è opportuno prevedere quanto segue:

RESIDENZIALE Tutti i vetri che sono posti al di sotto dei 100 cm dal piano di calpestio devono essere temperati (se non c'e' il rischio di caduta nel vuoto) o stratificati, sia all'interno che all'esterno dell'edificio.
E' sempre opportuno (ma non obbligatorio) usare anche per le lastre al di sopra dei 100 cm vetri temperati o stratificati.

PARAPETTI E' obbligatorio l'uso di vetri stratificati anticaduta nel vuoto. Se i vetri non sono intelaiati sui quattro lati bisogna usare dei vetri temperati stratificati con verifica del DPR 16/01/96 e della norma UNI EN 12600.

COPERTURE Tutti i vetri rivolti verso l'ambiente devono essere stratificati. E' opportuno usare in lastra singola un vetro temperato e stratificato per aver maggior resistenza meccanica e prevenire le rotture da
shock termico. In ambienti ove bisogna prevedere un coefficiente termico contenuto, bisogna usare una vetrata isolante con la lastra rivolta verso l'esterno temperata (di spessore opportuno secondo
dimensioni e carico da sostenere) e quella verso l'interno stratificata.


per ulteriori informazioni il sito di riferimento: www.infovetro.it